Nel 2019, con 3.000 euro e un team di due persone, ho fondato ciò che oggi è una delle aziende tecnologiche italiane a maggiore crescita. Non è stata una storia di colpi di fortuna — è stata una storia di discipline ferree, errori dolorosi e una visione che nessuno credeva possibile.
L'idea che nessuno voleva
Nel 2017 lavoravo in una multinazionale del fintech. Vedevo da dentro quanto tempo e denaro le banche italiane sprecassero in processi che altrove erano già automatizzati. Mi dicevo: qualcuno dovrà pur risolvere questo. Poi ho capito che quel qualcuno potevo essere io.
Il primo investor mi ha chiuso la porta in faccia in dodici minuti. Mi ha detto che il mercato italiano non era pronto per un'azienda SaaS enterprise. Aveva ragione — il mercato non era pronto. Ma questo non significava che il problema non esistesse.
I primi 18 mesi: sopravvivere
Non ho preso uno stipendile per 14 mesi. Ho usato i miei risparmi per pagare l'affitto e il cloud server. Il primo dipendente è stato un amico d'università che credeva nel prodotto abbastanza da lavorare per metà dello stipendio di mercato.
Il primo cliente pagante è arrivato dopo 11 mesi. Era un'azienda manifatturiera del Veneto con 80 dipendenti. Mi ha dato 18.000 euro l'anno per un contratto che copriva a malapena i nostri costi infrastrutturali. Ma mi ha dato qualcosa di più importante: la prova che il prodotto funzionava.
Perché l'Italia, non l'estero?
Tutti mi consigliavano di andare subito a Londra o San Francisco. Avremmo avuto più capitali, più mercato, più visibiltà. Ma il mio vantaggio competitivo stava nell'avere un'ossessione profonda per un mercato che conoscevo meglio di chiunque altro: quello italiano.
Il momento di svolta
A marzo 2021 un importante fondo di venture capital italiano ha chiuso il nostro Series A da 12 milioni. Era una cifra che non avrei mai immaginato quando, nel 2019, scrivevo codice in un appartamento di 45 metri quadri a Porta Venezia.
Ma il denaro è stato il problema più facile da risolvere. Il vero cambiamento è stato costruire una cultura aziendale che sapesse scalare senza perdere il focus sul prodotto. Oggi abbiamo 140 persone e un fatturato che supera i 30 milioni. Non ci siamo ancora arrivati — ma ci stiamo arrivando.
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